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Ambiete, parchi e giardini

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In campo ambientale vorremo operare al fine di restituire San Lazzaro alla sua dimensione di città-giardino, diminuendo i rischi di inquinamento e potenziando il verde considerato come elemento primario del vivere e dell’abitare. Ogni passo fatto per salvare e rendere più fruibili i luoghi naturali nel contesto urbano e al di fuori di esso è un passo avanti verso una città più a misura d’uomo.
San Lazzaro si presenta oggi come un sistema policentrico che può meglio connettere il capoluogo a tutte le frazioni, dalla Croara alla Ponticella, da Castel de’ Britti alla Cicogna alle Mura di San Carlo sino al Parco delle Ville.
Il contesto territoriale e ambientale caratterizzato dal Parco Regionale di Gessi e dei Calanchi dell’Abbadessa, dal Parco delle Ville, dagli ambiti fluviali dei torrenti Idice, Savena e Zena, da una realtà preistorica, storica e archeologica rilevante mette in relazione potenzialità in grado di favorire lo sviluppo economico e sociale ponendo al centro la valorizzazione dell’ambiente.
E’ da segnalare l’importanza che ha avuto la realizzazione della stazione ecologica, ampliata in due fasi successive, ovvero dell’area per la raccolta differenziata dei rifiuti più importante della provincia di Bologna tra quelle gestite dai Comuni.
Si intende inoltre proseguire nel rafforzamento della raccolta differenziata dei rifiuti e nella funzione svolta dagli “ispettori ecologici”, nuove figure professionali istituite allo scopo di prevenire il fenomeno dell’abbandono o dell’improprio smaltimento dei rifiuti.
Si intende ulteriormente sviluppare il sostegno alle scuole per attività educative ed interventi concreti volti ad ampliare - in ambito scolastico - la raccolta differenziata, il risparmio energetico, l’uso di prodotti ecologici, l’utilizzo di alimenti biologici all’interno delle scuole.
Un punto rilevante della politica ambientale del Comune è quello relativo alla valorizzazione dell’interramento degli elettrodotti.
Un secondo punto riguarderà la pulizia dei fiumi e dei canali di cui è ricco il territorio sanlazzarese.
Più in generale si intende impostare una politica ambientale capace di esprimere una priorità programmatica in un nuovo assessorato allo sviluppo sostenibile in grado di accorpare diverse competenze in materia ambientale: dagli interventi di tutela e risanamento dei corsi d’acqua a quelli volti a favorire l’acquisto, il noleggio e l’uso di vicoli ecologici, nonché per la realizzazione di piste ciclabili e per la valutazione di impatto ambientale, dal monitoraggio dei rischi ambientali presenti sul territorio ad un’azione tesa a contenere lo spreco di materiali e la produzione di rifiuti indifferenziati.

·        La forestazione urbana

Si tratta d’un vecchio progetto già approvato (all’unanimità) dal Consiglio Comunale, ma mai attuato; l’idea prende lo spunto dal fatto che il Comune spende oltre 1 miliardo (di vecchie lire) l’anno per la manutenzione del verde pubblico, che per la nostra Amministrazione rappresenta un limite, mentre ogni nuovo azzonamento comporta la cessione di nuovo verde al Comune. Si era arrivati all’assurdo di proporre la riduzione del verde, ovvero la gestione “condominiale” del verde stesso (che però, di fatto, cessa d’essere pubblico). Perché questo costa tanto? Perché occorrono più sfalci l’anno e la potature e la manutenzione delle piante presenti nei giardini. Ci siamo chiesti: e se facessimo dei veri e propri boschi urbani, lasciando le piante, in gran parte, a libera evoluzione? In effetti un Parco come “La Martina” costa molto meno; vengono mantenute solo alcune aree attrezzate, i percorsi, mentre la gran parte dell’area viene lasciata a libera evoluzione. Ci siamo resi conto che la qualità ambientale di un bosco è molto superiore a quella del classico giardino:

-          per la maggiore quantità di biomassa presente (CO2 catturata e capacità di fissaggio);

-       per la migliore ossigenazione, la capacità d’abbattimento degli inquinanti (la qualità dell’aria)

-          per il migliore microclima (più fresco d’estate, più caldo d’inverno);

-          per i benefici sulla capacità di trattenimento e assorbimento delle acque piovane;

-          per il landscape (il paesaggio, perché no?).

Le resistenze incontrate sono soprattutto di carattere culturale (i contadini inurbati pensano che “dove c’è bosco c’è animale!”) e di tipo economico (il miliardo per gli interventi sul verde). Per la prima obiezione penso che si dovrà affrontare una battaglia culturale (bisogna imparare a convivere con gli animali, piuttosto che radere il territorio per togliere loro l’habitat), mentre per le imprese di giardinaggio la risposta è più facile: non penso che si dovrà ridurre l’impegno di spesa nel verde; penso però che dovrà cambiare qualitativamente. Le imprese che sapranno inserirsi in questo discorso potranno approfittarne, quelle che pensano che si debba continuare a lavorare come adesso (magari perché hanno investito in macchinari) dovranno cercarsi altri lidi.

 

·         Aree boscate lungo le fasce di rispetto delle linee territoriali (fiumi, ferrovie, strade

Per secoli gli umani hanno abbattuto le foreste con l’idea sottostante che un terreno senza più il bosco era un terreno liberato, “bonificato”, sottratto alla maligna Natura e reso disponibile per le attività umane. Ritengo che questa logica abbia prodotto tutti i guasti possibili e che vada semplicemente invertita. Occorre, in altre parole, arrestare la deforestazione, in pianura ormai quasi completa, e avviare pratiche d’inversione del processo, promuovere la riforestazione dove è possibile. A parte la possibilità d’inserimento di boschi veri e propri fino all’interno del contesto urbano, è chiaro che il grosso degli interventi deve avvenire nelle aree più marginali; mi riferisco a quelle aree dove ancora si sono conservati brandelli di verde: i lungo fiumi. Vanno istituiti parchi fluviali, sempre nella logica della forestazione massiccia.

Inoltre esistono zone di rispetto d’infrastrutture quali ferrovie, autostrade (pensate alla “fascia boscata”, appena nata lungo tratti della complanare e già minacciata dalle terze corsie d’autostrada e tangenziale; linee dell’alta tensione che potrebbero essere utilizzate come punti di ripresa dell’espansione del verde, potendo anche fungere da “corridoi biologici” di cui si avverte la necessità. E’ vero che le zone di rispetto sono pensate ai fini di eventuali espansioni delle infrastrutture stesse, occorrerà tenerne conto tenendo opportuni margini.

..... inoltre .... Mettere a disposizione ai possessori di cani e gatti un'area di sgambatura - protetta e controllata - per dare la possibilità agli animali di correre come la loro natura richiede e non costringere gli animali al vincolo del guinzaglio a vita.


   

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A cura delle Associazioni "A sinistra per San Lazzaro", "Capo Seathl" e "Riformismo Oggi"