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Gli amministratori, rappresentanti della maggioranza dei cittadini… hanno il dovere di governare in modo illuminato, giusto e negli interessi della maggior parte dei cittadini. Devono quindi saper essere “urbanisti indipendenti” al fine di individuare le migliori e più coerenti linee di “sviluppo urbano”. Da questa premessa alcune considerazioni: 1) Cosa è l’interesse collettivo? I cittadini residenti sono 30.000, i possessori di terreni che vogliono fare operazioni di speculazione sui suoli – che vogliono proporre interventi edilizi capaci di produrre forti guadagni economici – sono qualche decina al massimo! Dove è l’interesse “perequativo” dei 29.970 cittadini di San Lazzaro “non imprenditori immobiliari”?. La concessione edilizia agli speculatori – imprenditori immobiliari – è in grado di determinare una sensibile diminuzione dell’ICI o degli affitti dei residenti? 2) Volando sull’Italia poi sulla Germania o Francia in una giornata serena … vicino al finestrino, si vede molto bene la diversità dello sviluppo Urbanistico: in Francia e Germania i paesi sono cresciuti in modo concentrico attorno al loro nucleo storico… poche sono le borgate o i “nuovi quartieri staccati”. In Italia no. Anche San Lazzaro “villaggio Martino via Martiri di Pizzocalvo”… la Cicogna.. Nuova Castel de Britti… E’ evidete che se si assecondano le richieste dei proprietari dei suoli o degli imprenditori immobiliari, difficilmente potrà essere realizzata una pianificazione urbanistica “razionale”.
3)
La
Camera dei Deputati si appresta a votare la riforma del
governo del territorio, nel testo, approvato dalla VIII
commissione parlamentare (On.Lupi), si sopprime il principio
stesso del governo pubblico del territorio, che rappresenta
una della principali conquiste del pensiero liberale e accomuna
tutti i paesi sviluppati…. Nella legge si sostituiscono gli
“atti autoritativi”, e cioè la normale attività pubblica di
pianificazione, con gli “atti negoziali con i soggetti
interessati”….
Riteniamo sia necessario: 1) Criticare le scelte del passato… di costruire interi nuovi quartieri nel nulla, come è successo per l’insediamento della Cicogna, per la Villettopoli di via Martiri di Pizzocalvo, per via Mario Conti… ecc. 2) Ribadire, nelle scelte concrete, che a decidere la destinazione delle aree e quindi le linee dello sviluppo urbanistico, deve essere la maggioranza dei cittadini – non la rendita, non i proprietari dei terreni, non i poteri “forti” e non i “soliti costruttori”; prima di rilevanti decisioni devono essere consultati i cittadini dei quartieri o aree interessate e le associazioni ambientaliste presenti; 3) Salvaguardare tutta l’area collinare ed il Parco dei Gessi dalla speculazione edilizia, dal traffico e dal cemento. In tal senso NO a 10.000 mt di espansione turistico-residenziale al GESE. Lo sviluppo urbanistico va prevalentemente individuato a Nord della via Emilia; 4) Favorire la creazione di “reti” di corridoi biologici, quindi corridoi perpendicolari agli assi dei torrenti Idice, Zena e Savena in modo tale da garantire una effettiva movimentazione della diversità biologica floristica e faunistica; 5) Quantificare con precisione, in fase di approvazione dello Schema Direttore e del Piano Strutturale Comunale, il numero totale di metri quadri di espansione urbana e la loro collocazione; 6) Evitare improvvisati “accordi di programma” ed elementi anticipatori al di fuori del PSC. Ogni ipotesi di modifica all’assetto attuale del PRG dovrà essere inserita nella nuova pianificazione e quindi essere compresa nel dimensionamento totale di quello che sarà il Piano Strutturale Comunale. 7) Prevedere che - per qualsiasi ipotesi di modifica dell’assetto attuale del territorio - oltre agli oneri e alle opere di urbanizzazione, il 50% della plusvalenza (della rendita derivata dalla trasformazione del terreno agricolo in edificabile) deve tornare al Comune (comunità dei cittadini) in forma di denaro, servizi, case e standard aggiuntivi.
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A
cura delle Associazioni "A sinistra per San Lazzaro", "Capo Seathl"
e "Riformismo Oggi" |
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