Assistenza e sostegno alla persona
I cittadini devono essere al centro dell’interesse generale
e la politica deve essere l’apripista per nuove opportunità.
Occorre una coalizione unita sotto un simbolo e un programma
capaci di interpretare una proposta nuova.
C’è un gran bisogno di persone che fanno quello che
dicono e dicono quello che fanno.
Il centrosinistra deve impegnarsi nella comprensione delle aspettative
verso il cambiamento espresse anche da parte di chi si colloca
fuori dalla politica.
Meno privatizzazioni e più assistenza domiciliare.
Per
un nuovo welfare comunitario. Occorre operare contro il rischio
di un depauperamento del valore della solidarietà. Occorre essere consapevoli di quanto negativamente incidano in
questa fase sulle politiche sociali decisioni di restringimento
della spesa pubblica operate dal governo centrale e,
attraverso
la Finanziaria, dall’attuale maggioranza parlamentare.
Qui è il rischio anche di un grave impoverimento delle
risorse economiche e progettuali a favore di un settore nel quale
invece l’intervento pubblico gioca un ruolo fondamentale.
I tagli che il governo Berlusconi ha già praticato soprattutto
in campo socio-sanitario, ma non solo, pongono alle amministrazioni
locali il problema di mantenere e sviluppare l’attuale livello qualitativo
e quantitativo dei servizi, che a San Lazzaro è considerato
positivo dalla gran parte dei cittadini.
L’impegno prioritario del centrosinistra sarà dunque
quello di non arretrare rispetto a questi standard di servizi:
il sistema del welfare di comunità, integrandosi con quello
economico particolarmente vitale a San Lazzaro, ha sin qui consentito
una qualità della vita che pone San Lazzaro ai vertici
in regione e nel Paese.
Il governo locale ha saputo dimostrare come, pur in condizioni
finanziarie difficili, i servizi sociali si possano qualificare
ed ampliare, tenendo fermi alcuni principi dell’impianto
universalistico dello stato sociale e confermando la centralità
delle istituzioni pubbliche nelle funzioni di programmazione e
di controllo.
E’ però inevitabile confrontarsi con i profondi mutamenti
in corso:
- la progressiva precarizzazione del mercato del lavoro e la diminuzione
delle tutele;
- i processi migratori che ci pongono non solo il tema dell’integrazione,
ma anche quelli dell’accesso ai servizi;
- l’invecchiamento della popolazione che comporta il protrarsi
nel tempo delle malattie croniche e della disabilità, rendendo
centrale il tema della non autosufficienza;
- l’aumento delle persone e delle famiglie a rischio di
nuove povertà ed esclusione sociale, con il conseguente
venir meno della rete di sostegno parentale prima esistente.
Oggi più che mai è necessario progettare il senso
di un nuovo welfare, sapendo che si tratta di una necessità
etica ed economica, se si vuole responsabilmente guardare ad un
futuro sostenibile e fondato sull’allargamento dei diritti.
Occorre qualificare ulteriormente le funzioni insostituibili del
Comune in ordine a: programmazione, indirizzo, verifica, controllo,
pari opportunità di accesso ai servizi.
Inoltre si intende valorizzare il ruolo delle cooperative sociali
come uno dei perni del sistema di welfare locale secondo quanto
ha già impostato il Comune di San Lazzaro con il protocollo
siglato sull’inserimento lavorativo.
C
on i Piani sociali di zona si sono riunite per la prima volta
attorno ad un tavolo persone interessate a migliorare e rinnovare
il sistema dei rapporti tra Comuni, Asl, Ipab, terzo settore,
sindacati: un sistema che dovrebbe diventare il cardine per il
governo delle politiche sociali anche nel prossimo mandato amministrativo.
Il centrosinistra in questo settore può e deve continuare
a marcare una differenza: i Piani sociali di zona rappresentano
una risposta alle esigenze dei cittadini di partecipazione attiva
e consapevole alle decisioni e favoriscono la coesione della comunità
attraverso il dialogo.