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Pronto Soccorso o Centro di Primo Soccorso a San Lazzaro

A sud di Bologna, esiste un’enorme area scoperta, senza Ospedali dotati di pronto soccorso. Dinanzi ad un incidente ad un malore improvviso o al riacutizzarsi di una malattia grave i tempi di intervento o/e di trasporto in un ospedale sono “indeterminabili”. La riduzione e la concentrazione in pochi ospedali, centrali, dei  “pronto soccorso” ha peggiorato molto la qualità di questo servizio. Chi ha la sventura di dover ricorrere al pronto soccorso si trova a dover attendere ore in corsie e corridoi con altra gente dolorante. Una situazione che di certo non allevia le sofferenze e le paure di chi si viene a trovare in uno stato di “emergenza”.  Il Centro di Primo Soccorso a San Lazzaro (o all’Ospedale Belluria) si può e si deve fare!
A seguito delle risultanze del gruppo di lavoro insediato dalla Conferenza Sanitaria Metropolitana, a partire dal 29 marzo è stata attivata al Bellaria la novità di un ambulatorio ad accesso diretto.
A nostro avviso questo non deve essere considerato un punto di arrivo, ma di partenza, in una sperimentazione - secondo l’opinione già espressa in un documento delle forze politiche del centrosinistra di San Lazzaro lo scorso 21 novembre 2003 - che dovrà ricevere verifiche periodiche in ordine alla risposta del servizio, alla sua funzionalità, alla possibilità di un suo ulteriore sviluppo, al fine di valutare attentamente se vi sono le condizioni perché esso assuma, i, il carattere di un servizio di pronto soccorso, anche attraverso il prolungamento del servizio alle 24 ore rispetto alle 12 attualmente previste.
Riteniamo che la prospettiva della nuova Asl si giochi in una visione della sanità,
come opportunamente è stato dichiarato dal nuovo direttore generale, fortemente orientata a porre al centro delle proprie preoccupazioni il paziente.
Auspichiamo che l’Ambulatorio ad accesso diretto presso il Bellaria sia strettamente collegato con il 118, per garantire la risposta più adeguata ad un eventuale bisogno di grave emergenza indirizzando il paziente nella struttura più qualificata per la prestazione necessaria, se non presente al Bellaria. Occorre prevedere il ricovero diretto dall’Ambulatorio all’Ospedale. Inoltre occorre verificare la possibilità di collegare funzionalmente l’Ambulatorio presso il Bellaria con il Poliambulatorio di San Lazzaro, per quanto riguarda le specialistiche non presenti al Bellaria.
Un altro punto sul quale si intende operare è relativo al miglioramento dell’organizzazione dei medici di base con un servizio integrato e gestito dai medici di base stessi, attraverso l’istituzione di turni e di una rete tra loro che consenta un servizio continuativo.

Legato al problema più generale della salute è anche la necessità di una più puntuale prevenzione delle malattie e delle fonti potenzialmente cancerogene. In questo ambito la prevenzione e la corretta informazione sui danni “certi” provocati da agenti cancerogeni come il fumo delle sigarette ed il benzene dei carburanti deve trovarci in prima fila!

Una politica per la salute
La tutela della salute ed il miglioramento della qualità dei servizi sanitari si possono realizzare solo attraverso un sistema sanitario pubblico nazionale. Pensiamo che questo sistema debba mantenere e sviluppare il suo carattere universalistico e solidale, basato sulla centralità della persona.
Questi principi ispiratori hanno permesso di costruire un’offerta di servizi socio-sanitari ricca e articolata, che dobbiamo ampliare e migliorare, ma nel contempo saper apprezzare e non dare per scontata.
Vogliamo parlare di salute e non di sanità: grande attenzione va quindi riservata all’educazione a stili di vita sani e rispettosi del benessere individuale e collettivo: alla prevenzione dei malesseri e delle malattie ed all’integrazione tra prevenzione, cura e riabilitazione.
Vogliamo ricordare l’importanza della legislazione di settore promossa dal centrosinistra e ora in via di smantellamento, nonché, sul piano locale, il lavoro espresso nel Pal metropolitano e negli accordi della Conferenza sanitaria metropolitana sino alla prossima legge regionale in applicazione della riforma del Titolo V della Costituzione.
Gli indirizzi contenuti nei Piani per la salute dovranno essere da guida per tutta l’azione amministrativa, non solo quindi dal punto di vista dalla educazione e della prevenzione, ma anche con azioni concrete che si potranno sviluppare attraverso altri strumenti come una migliore pianificazione del traffico.
In questa direzione avrà un ruolo fondamentale il rilancio di una politica dello sport per tutti.
Sul cittadino di domani ricade la responsabilità di una cura di sé che concorra a favorire una politica della prevenzione che riduca i rischi patologici e in questo senso l’educazione alimentare e sportiva rivestirà sempre più un valore sociale oltre che di benessere personale.
In campo propriamente sanitario sono centrali l’estensione ed il rafforzamento del lavoro di rete tra le strutture pubbliche e quelle private, ricercando nuove e più funzionali collaborazioni.
Occorre individuare nuove forme di governo che permettano alle comunità locali, in particolare ai Consigli comunali, di incidere sulle attività di indirizzo, verifica e controllo della gestione dei servizi sanitari.
I nuovi distretti nell’ambito dei Piani per la salute dovranno essere più forti e autonomi, più vicini ai cittadini e per questo capaci di rispondere in modo migliore alle necessità dei territori, sia da un punto di vista organizzativo che gestionale.
Nei nuovi distretti i Comuni devono avere competenze specifiche anche in campo sanitario. In sostanza è necessario rafforzare la responsabilità politica negli indirizzi programmatici, nelle verifiche e nei controlli.
Un punto rilevante di attenzione è il ruolo di San Lazzaro nella nuova situazione della sanità metropolitana. E’ evidente che il Comune ha una funzione che va ben correlata a quella di altre istituzioni che in materia sanitaria hanno maggiori funzioni.
A seguito delle risultanze del gruppo di lavoro insediato dalla Conferenza Sanitaria Metropolitana, a partire dal 29 marzo è stata attivata al Bellaria la novità di un ambulatorio ad accesso diretto.
A nostro avviso questo non deve essere considerato un punto di arrivo, ma di partenza, in una sperimentazione - secondo l’opinione già espressa in un documento delle forze politiche del centrosinistra di San Lazzaro lo scorso 21 novembre 2003 - che dovrà ricevere verifiche periodiche in ordine alla risposta del servizio, alla sua funzionalità, alla possibilità di un suo ulteriore sviluppo, al fine di valutare attentamente se vi sono le condizioni perché esso assuma, secondo passi ragionevoli e ben impostati, il carattere di un servizio di pronto soccorso, anche attraverso il prolungamento del servizio alle 24 ore rispetto alle 12 attualmente previste.
Riteniamo che la prospettiva della nuova Asl si giochi in una visione della sanità, come opportunamente è stato dichiarato dal nuovo direttore generale, fortemente orientata a porre al centro delle proprie preoccupazioni il paziente.
Auspichiamo che l’Ambulatorio ad accesso diretto presso il Bellaria sia comunque collegato con il 118, per garantire la risposta più adeguata ad un eventuale bisogno di grave emergenza indirizzando il paziente nella struttura più qualificata per la prestazione necessaria, se non presente al Bellaria. Occorre prevedere il ricovero diretto dall’Ambulatorio all’Ospedale. Inoltre occorre verificare la possibilità di collegare funzionalmente l’Ambulatorio presso il Bellaria con il Poliambulatorio di San Lazzaro, per quanto riguarda le specialistiche non presenti al Bellaria.
Un altro punto sul quale si intende operare è relativo al miglioramento dell’organizzazione dei medici di base con un servizio integrato e gestito dai medici di base stessi, attraverso l’istituzione di turni e di una rete tra loro che consenta un servizio continuativo.
Riteniamo inoltre che in campo sanitario occorra lavorare per realizzare una convenzione con l’Opera Pia dei Poveri Vergognosi al fine di consentire ai cittadini di San Lazzaro di accedere all’istituendo presidio per l’alzheimer presso il centro di Prati Verdi di via Bellaria e anche per aumentare i posti della casa protetta.
Intendiamo verificare come dare attuazione alla richiesta della Ponticella di creare presso il centro civico un servizio di ambulatorio diurno per piccoli interventi a favore degli anziani.
Intendiamo affrontare in modo coordinato con altri Comuni il problema della zanzara tigre.
Sarà inoltre da tenere in considerazione, a seguito del possibile trasferimento del poliambulatorio Asl di via Repubblica nella nuova struttura che sarà realizzata in via Caselle, dell’ampliamento dei servizi offerti dall’Opera pia Laura Rodriguez e dl centro Zanichelli.
 

   

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A cura delle Associazioni "A sinistra per San Lazzaro" e "Capo Seathl"