I
Consiglieri:
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elisa sangiorgi |
valerio minarelli |
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Salutiamo con grande soddisfazione la decisione della Conferenza metropolitana della Sanità di istituire, con procedure d’urgenza un gruppo tecnico di lavoro che verifichi la necessità e la possibilità di realizzare un centro di Primo intervento presso l’Ospedale Bellaria che per noi dovrà evolvere, nel tempo, verso un vero e proprio Pronto Soccorso.
Ora il gruppo tecnico deve ritrovarsi senza ulteriori indugi e soprattutto senza “preconcetti”, in altre parole deve svolgere le dovute verifiche relative ai tempi ed ai modi attraverso i quali si può giungere alla apertura di un nuovo Centro, che noi chiamiamo di “Primo Intervento e Pronto Soccorso” presso il complesso ospedaliero del Bellaria.
Con questo atto le Istituzioni
politico-amministrative e tecnico-sanitarie della nostra Provincia hanno, seppure con un po’ di ritardo, dato l’unica
risposta “democratica” possibile alle richieste dei cittadini del comprensorio
che a migliaia hanno firmato, con pieno (più che “sacrosanta” ) diritto, una petizione, per chiedere
l’istituzione di un nuovo Pronto Soccorso.
L’ampia discussione che si è sviluppata in questi giorni in merito alla questione dell’Ospedale Bellaria non può non trovare una soluzione forte e condivisa. La necessità di migliorare l’efficienza dei Pronto Soccorso è una questione aperta da tempo, altrettanto si può dire della necessità di avere strutture di Primo Soccorso decentrate sul territorio della Provincia ( poiché ora il Pronto Soccorso è concepito da un punto di vista tecnico-emergenziale sul vitale concetto dei “Ten gold minutes of your life” ovverosia sul “118” il quale soccorre IMMEDIATAMENTE il cittadino in stato di emergenza e lo “stabilizza” allertando e predisponendo l’equipe di specialisti c/o il P. S. di base, che per ora sono il S. Orsola e il Maggiore, i quali hanno alle spalle tutti i reparti , dalla chirurgia oculistica alla ginecologia, ecc.).
Non è la prima volta che se ne parla in Consiglio Comunale a San Lazzaro e ora il problema viene posto con forza all’attenzione degli amministratori regionali, provinciali e comunali e anche dalla corposa raccolta di firme promossa dal Comitato Ambiente di San Lazzaro Sud.
Noi, insieme a gran
parte dei cittadini che ci hanno eletti in Consiglio
Comunale abbiamo firmato la petizione per avere un Pronto Soccorso di più
facile ed immediata fruibilità non solo per S. Lazzaro ma per tutta la zona est
di Bologna e della Provincia, soprattutto con l’approssimarsi del collegamento diretto con Rastignano.
Sarà per le lunghe attese per le visite, sarà per il facile ricorso al pronto soccorso da parte dei medici di famiglia e degli stessi cittadini – comunque sia si è determinata una situazione insostenibile nei Pronto Soccorso. Chi ha avuto la sventura di dovervi ricorrere, prima ha dovuto fare i conti (se non vi è giunto in ambulanza) con l’impossibilità di parcheggio per i propri accompagnatori e la multa per divieto di sosta, poi ha potuto verificare sulla propria pelle o su quella dei famigliari cosa significa diventare un “fastidioso ingombro” per i corridoi di quei pochi ospedali. Quando si sta male dover passare ore ed ore di attesa, su un lettino o su una carrozzella, senza sapere cosa ti sta succedendo mentre stai facendo i conti con il dolore è drammatico.
Noi crediamo che sia compito della politica amministrare tenendo ben presenti le motivazioni dei cittadini e le possibilità reali di migliorare ciò che ci circonda. È ben comprensibile l’esigenza che ha portato un numero così impressionante di cittadini a firmare per un Pronto Soccorso che si occupi di gestire le emergenze nel territorio della Bologna Est. La richiesta di maggiore “sicurezza” da parte dei cittadini è più che legittima: purtroppo abbiamo assistito, negli ultimi anni, anche nella nostra regione – pur in condizioni migliori di altre – ad un allungamento dei tempi di attesa per le visite specialistiche ed ospedaliere. A volte anche per banali ECG è necessario fare i conti con lunghe liste di attesa o bisogna andare in un centro lontano dalla propria abitazione; il problema è destinato ad aggravarsi a causa del progressivo invecchiamento della popolazione e delle diminuite risorse destinate alla sanità pubblica. In questa situazione anche nella nostra regione la spinta verso la scorciatoia della visita privata a pagamento è forte.
Le strutture del Pronto Soccorso del Sant’Orsola sono ormai in pieno centro cittadino di difficile raggiungimento, spesso molto affollate, che comporta tempi d’attesa lunghissimi anche per le patologie a rischio. La massiccia affluenza è causa di un’inevitabile superficialità nel triage, anche a dispetto della qualità del personale. Inoltre, sulla direttrice della Via Emilia, dopo la chiusura del Pronto Soccorso di Castel S. Pietro, non vi sono strutture di Pronto Soccorso tra il Sant’Orsola e Imola, cosa paradossale in presenza di un Ospedale grande e fornito come il Bellaria.
Alcuni Amministratori preferiscono perseguire gli obbiettivi di riduzione delle spese socio-sanitarie e appoggiare il taglio drastico di quelli che sono stati visti come rami secchi e costosi della sanità: i pronto soccorso e gli ospedali decentrati dal centro della città. Crediamo che questo disegno “razionalizzatore” non risponda alle esigenze del cittadino nel momento del bisogno, a tale scopo è sufficiente il Consorzio della USL Unica.
In tal senso condividiamo alcune delle considerazioni fatte
dal Sindaco di San Lazzaro Aldo Bacchiocchi: anche noi riteniamo opportuno ribadire che il Bellaria è e deve
rimanere il Terzo Polo Ospedaliero di Bologna e, aggiungiamo noi, il
Maggiore non può continuare a gettare la
sua ombra “di prestigio” sul Bellaria. Il Bellaria può aver le gambe per correre da solo, poiché le
premesse ci sono tutte per poterlo fare.
Il fatto che le specializzazioni nelle Neuroscienze e
nell’Oncologia vengano incrementate ed arricchite non
è affatto in contraddizione con la presenza di altre specializzazioni che già
sono presenti e che è opportuno mantenere. Anzi vediamo favorevolmente un
abbinamento delle Neuroscienze con il Traumatologico,
poiché è difficile pensare il sistema nervoso centrale disconnesso dalla
colonna vertebrale ecc., ecc.. Inoltre non
dimentichiamo che l’Ospedale Bellaria si caratterizza
come un centro polispecialistico in grado di trattare
con tempestività ed efficacia anche le emergenze. Tutte le patologie più
rischiose per la vita possono essere affrontate: le emergenze cardiovascolari,
l’insufficienza respiratoria acuta, la patologia gastroenterologica
acuta e tutte le patologie neurochirurgiche.
Ricordiamo che i due ospedali generali di Bologna effettuano
nei rispettivi PS 140.000 esami radiologici l’anno. In questa situazione NON si
può dire che un Pronto Soccorso in più non serva. La NECESSITA’ c’è, è
evidente.
A questo punto noi riteniamo che si debba trovare la strada per dare una risposta concreta a questa esigenza, dobbiamo trovare le risorse ed il consenso del mondo medico ed ospedaliero. Occorre lavorare per obiettivi graduali cominciando dal Centro di Primo intervento e potenziando il 118. Il Pronto Soccorso vero e proprio non è in contraddizione con l’esistenza di un punto di primo intervento per i codici bianchi, che anzi, fungerebbe da filtro per il pronto soccorso stesso.
Il Pronto Soccorso al
Bellaria, avrebbe anche il vantaggio di poter essere
gestito (almeno in parte) con il personale dei reparti dell’Ospedale, a
rotazione. Questo non comporterebbe costi ulteriori
per nuovi primariati, ma utilizzerebbe i reparti già esistenti, peraltro
altamente qualificati. L’unico costo aggiuntivo starebbe nel potenziamento del
personale e, a sentire il Direttore Generale dell’Azienda Usl
Città di Bologna, non supererebbe 3 miliardi di vecchie lire l’anno.
Se è vero che la maggior
parte delle persone che si rivolgono al Pronto Soccorso non hanno patologie
urgenti e vengono classificate come codici bianchi,
allora una soluzione così concepita
potrebbe sfoltire il numero dei pazienti che (oggi) arrivano al Pronto Soccorso
e contemporaneamente dare un’immediata risposta a chi rischia seriamente la
vita.
In un paese, l’Italia,
dove l’attuale Governo sposta , giorno dopo
giorno, sempre più risorse economiche a
favore della scuola privata, della sanità privata, della televisione privata,
delle spese militari e della devolution non ci pare fuori luogo ribadire con forza le
esigenze di sicurezza socio–sanitarie della
popolazione tutta e sopratutto delle fasce più deboli. L’Emilia-Romagna
dia ancora una volta un’esempio di buona amministrazione.
Come
Consiglieri comunali di maggioranza e firmatari di quella petizione ci riteniamo particolarmente impegnati affinché vengano
realizzati tutti i passi necessari per giungere alla realizzazione compiuta di
un Centro di Primo Intervento e Pronto Soccorso presso l’ospedale Bellaria.
In questo processo è per noi importantissimo il fattore tempo, per tale ragione pensiamo si debba partire subito con l’istituzione di un Centro di Primo Intervento per i codici bianchi - previsto dal Piano Sanitario Regionale – da realizzarsi in non più di 4-5 mesi già all’interno dei locali dell’Ospedale Bellaria, affiancandolo successivamente con un Pronto Soccorso per le specializzazioni già esistenti, in modo tale che anche i casi più gravi possano essere risolti con tempestività.
Se non fosse possibile realizzare in tempi rapidi questa struttura
all’interno dell’Ospedale Bellaria, crediamo che vadano comunque privilegiati i
fattori tempo e concretezza utilizzando subito le risorse rese disponibili
dall’ASL Bologna SUD per attivare il Centro di Primo Intervento presso la sede
di via Repubblica… in attesa che il gruppo tecnico concluda i suoi lavori e
che la aziende sanitarie si mettano d’accordo o si fondino in una unica grande
Azienda. L’obiettivo finale resta in ogni caso quello di avere un Centro di
Primo Intervento ed un Pronto Soccorso al Bellaria.
Consiglieri Comunali di San Lazzaro di Savena