Alla cortese attenzione di
Sindaco
Presidente del Consiglio
Consiglieri ComunaliCari Colleghi,
i giornali nei giorni scorsi hanno riportato alcune notizie sull’attività dell’amministrazione nel campo dell’urbanistica. Se non ho capito male, è stato attribuito ad un’associazione temporanea di imprese interregionale l’incarico di redigere il nuovo piano strutturale comunale. Non sembra però che l’avvio dell’elaborazione del nuovo strumento urbanistico, da molti di noi sollecitato da molto tempo, abbia consigliato all’amministrazione di sospendere l’iter per portare in porto alcune grandi operazioni immobiliari sulle quali si sono addensate grandi attese. Queste operazioni richiedono tutte che sia variato il piano regolatore vigente, con la concessione di decine di migliaia di mq di nuove capacità edificatorie.
Per variare il Prg si ricorre all’accordo di programma disciplinato dall’articolo 40 della legge regionale 20/2000 sulla pianificazione del territorio. La procedura di approvazione di un accordo di programma che operi in variante al Prg, prevede che ad esso si debba giungere attraverso un confronto tra tutti i soggetti pubb
lici e privati interessati, da svolgersi in una sede denominata conferenza preliminare di servizi. I contenuti dell’accordo di programma sono definiti in tale conferenza, che deve concludersi con l’assenso di tutti i partecipanti.
La procedura di definizione dei contenuti dell’accordo di programma non assegna nessun ruolo al Consiglio Comunale, che viene così chiamato ad assumere decisioni che possono essere, ed in genere sono, di grande importanza per la comunità, senza avere assolutamente partecipato ad alcuna fase della conferenza di servizi. La totalità dei consiglieri viene a conoscenza di ciò che la giunta ha concordato con gli altri soggetti privati e pubblici nella conferenza di servizi solo ed esclusivamente quando si chiede loro di votare l’accordo di programma. Ma se al momento del voto non dovessero concordare con tutto ciò che viene proposto con l’accordo di programma, anche relativamente a parti di esso che non riguardano il contenuto urbanistico dell’accordo stesso, non possono emendare il testo dell’accordo, ma solo non ratificare l’accordo con la conseguenza di riaprire la conferenza preliminare, se si ritiene di andare avanti con la variante.
In pratica i consiglieri si trovano nella difficile situazione di prendere o lasciare in blocco quanto concordato senza la loro partecipazione. In genere tocca loro prenderlo, anche quando avrebbero tutte le ragioni per chiedere modifiche all’accordo di programma per salvaguardare l’interesse generale; interesse che è prevista come unica giustificazione del ricorso a questo strumento.
Come ricorderete è quanto è successo di recente con l’accordo di programma relativo all’azzonamento Ca’ Bianca. In quella occasione il consiglio è stato costretto a votare il testo dell’accordo così come concordato in conferenza di servizi, malgrado fosse chiaro che la clausola che escludeva il Comune da un possibile beneficio di circa 2 milioni, ad esclusivo vantaggio della proprietà delle aree, non fosse il massimo sul versante dell’interesse generale.
Per evitare che anche per le prossime importanti scelte urbanistiche si riproponga la situazione creatasi in occasione dell’approvazione dell’azzonamento Ca’ Bianca, ritengo sarebbe opportuno che la giunta sottoponesse all’attenzione del consiglio comunale, il contenuto di ogni accordo dei programma prima della conclusione della rispettiva conferenza preliminare di servizi. In questo modo il consiglio potrebbe acquisire consapevolezza di ciò che successivamente dovrà votare, proponendo anche eventuali miglioramenti all’accordo. La giunta stessa non potrebbe che giovarsi di tale passaggio in consiglio, potendo in anticipo conoscere gli orientamenti del consiglio.
La legge regionale 20/2000 non prevede il coinvolgimento del consiglio comunale in questa fase della procedura di approvazione dell’accordo di programma. Ma non lo proibisce. E questo dovrebbe essere più che sufficiente per introdurre questa innovazione. Come si dice, è un problema di volontà politica. Se ciò avvenisse sarebbe un buon segno: testimonierebbe della volontà di enfatizzare il ruolo di indirizzo del consiglio sulle grandi scelte, come sono quelle che interessano varianti urbanistiche di grande impatto e di non considerarlo, al contrario, come un organo di pura ratifica.
Augurandomi di incontrare il Vostro interesse Vi saluto con cordialità.
Raffaele Lungarella
San Lazzaro di Savena, 5 giungo 2006