Un buon governo per cittadini virtuosi…
Valerio Minarelli
(Consigliere Comunale DS)
Quello
che vogliamo è uno "… sviluppo che soddisfi i bisogni del
presente senza compromettere la capacità delle generazioni
future di soddisfare i propri" (Commissione Mondiale
sull'Ambiente e lo Sviluppo delle Nazioni Unite). In questo
difficile processo che è la transizione verso lo sviluppo
sostenibile, il ruolo degli Enti Locali è fondamentale:
rappresentano il referente istituzionale più vicino ai cittadini
ed ai soggetti economici e sociali (Carta di Aalborg – Agenda
21). Spetta a noi pertanto il compito di promuovere
politiche territoriali adeguate ed iniziative volte a
sensibilizzare verso modi di produzione e consumi in grado di
garantire al contempo crescita e tutela ambientale. A San
Lazzaro, non a caso considerata “la città giardino”
dell’interland bolognese, la tutela dell’ambiente e del
paesaggio è stata da sempre al centro di un dibattito politico a
volte anche acceso, affermandosi nei fatti quale uno degli
obiettivi prioritari dell’attività di pianificazione
dell’amministrazione comunale. Si è cioè riconosciuto che la
necessità di salvaguardia e valorizzazione paesistico-ambientale
non riguardano ambiti specifici o settoriali ma investono il
territorio nel suo complesso, interessando, di conseguenza,
trasversalmente tutti gli strumenti e le azioni
dellapianificazione paesistica e urbanistica.
Il nostro Consiglio Comunale
con diverse mozioni ha, negli anni scorsi, sottolineato
l’importanza e la volontà di circoscrivere
l’impermeabilizzazione del suolo e l’eccessivo consumo di
territorio, ha contemporaneamente indicato nel recupero, nel
riuso e nella riqualificazione urbana la strada maestra
per raggiungere l’obiettivo e contenere i costi delle opere di
urbanizzazione e dei servizi pubblici. Lo Schema Direttore che
anticipa il Piano Strutturale Comunale (il nuovo PRG)
ha ben evidenziato questo indirizzo e la necessità di
evitare sia gli insediamenti staccati dall’attuale tessuto
urbano residenziale che eventuali nuovi insediamenti al di fuori
delle linee della pianificazione sovraordinata date dal PTCP (il
piano territoriale di coordinamento provinciale). Il
trasporto pubblico vede il nostro Comune all’avanguardia con
il già approvato progetto del Tram su gomma in sede propria
attorno al quale andremo a migliorare l’arredo urbano e la
vivibilità delle strade e a completare la rete delle piste
ciclo-pedonali come sistema complementare della mobilita.
Abbiamo in cantiere l’attivazione del Servizio Ferroviario
Metropolitano e anche il nostro Comune, come Bologna, potrebbe
sperimentare il servizio di car-sharing, ovvero l’utilizzo di
piccole autovetture pubbliche elettriche o comunque a basso
impatto, sistemate in appositi parcheggi, a fronte della
sottoscrizione di un abbonamento anche per una sola ora. Il
Protocollo di Kyoto ci impegna a favorire l’assorbimento dei gas
ad effetto serra anche attraverso la forestazione urbana, e la
tutela della biodiversità ci suggerisce la realizzazione di
microsistemi ambientali e corridoi ecologici . A San Lazzaro
eravamo partiti bene anche
per
la raccolta differenziata e oggi occorrerebbe mettere in
cantiere la raccolta differenziata “porta a porta”, un sistema
che ha evidenziato ottimi risultati in diversi Comuni di media
dimensione come San Lazzaro. Si tratta di un sistema di raccolta
che è anche un progetto culturale in grado di mobilitare le
associazioni ambientaliste, quelle dei consumatori, il forum del
volontariato, le parrocchie, l’Auser, le Guardie Ecologiche
Volontarie, i centri sociali e i circoli ARCI .
Da ultimo, ma non ultimo
la questione degli acquisti Pubblici Verdi “GPP”:
il nostro Comune deve unirsi alle tante amministrazioni locali
che hanno adottato un sistema innovativo per i propri acquisti,
scegliendo prodotti che permettano di ridurre l’impatto
sull’ambiente. Ne sono un esempio la sostituzione della
cancelleria, delle tecnologie informatiche, degli arredi
d’ufficio, degli impianti di illuminazione, ecc.
Ma, come intervenire in maniera organica affinché la
comunità locale percepisca adeguatamente l’impegno a favore
dell’ambiente per una migliore qualità della vita? Lo strumento
potrebbe essere quello della certificazione ambientale EMAS –
ISO 14001. Si tratta di un sistema pubblico di certificazione
ambientale che esprime la volontà e la capacità di una
organizzazione pubblica o privata di sviluppare, su base
volontaria, una propria responsabilità nei confronti della
tutela ambientale. Queste brevi note
sicuramente ci accomunano, ma ora il nostro compito è quello di
passare dalla “teoria condivisa” alla pratica, promuovendo, più
ancora di quanto si è fatto fino ad oggi una politica virtuosa e
la partecipazione attiva e consapevole della gente. Per
dirla con Italo Calvino
“…cosicché io nel momento in cui svuoto la pattumiera piccola
nella grande e trasporto questa sollevandola per i due manici
fuori del nostro ingresso di casa, pur ancora agendo come umile
rotella del meccanismo domestico, già m'investo di un ruolo
sociale, mi costruisco primo ingranaggio di una catena
d'operazioni decisive per la convivenza collettiva, sancisco la
mia dipendenza da istituzioni senza le quali morrei sepolto dai
miei stessi rifiuti nel mio guscio d'individuo singolo ... “
